Able to Enjoy, intervista a Danilo Ragona →
Ci sono persone capaci di trasformare le circostanze sfavorevoli in opportunità: una di queste è Danilo Ragona. Danilo, 34 anni il 28 febbraio, è un designer torinese di origini siciliane che a 28 anni ha messo su una startup. La sua azienda si chiama Able To Enjoy, e produce articoli per migliorare la qualità di vita delle persone disabili.
Cosa serve davvero ad un disabile, Danilo lo sa per esperienza: nel 1999, in seguito ad un incidente d’auto, ha subito una lesione midollare che lo ha privato dell’uso delle gambe e della sensibilità corporea, dai pettorali in giù. Questo non gli ha impedito di vincere l’oro ai campionati giovanili italiani di tennis da tavolo nel 2001 e di coltivare la sua passione per lo sport in generale.
Able to enjoy, cioè “capace di divertirsi”. Come motto, hai scelto b-free, “sii libero”.
Essere liberi significa esserlo sia nel proprio essere che nel movimento. Ti insegnano ad impennare già nel centro riabilitativo: impennare ti permette di riuscire a scendere in maniera indipendente, dalle scale, dai marciapiedi.
Cosa ti ha spinto ad avviare la tua impresa?
La spinta è stato il desiderio di migliorare la mia condizione di vita. In seguito ad un incidente in auto, ho subito una lesione midollare. Mi sono risvegliato dopo un mese di coma farmacologico, e il medico mi ha detto che non sarei mai più tornato a camminare: così, a 21 anni, sono finito su una sedia a rotelle. Poi, grazie al mio carattere, ho deciso che dopo la riabilitazione mi sarei ricostruito una nuova identità. Riscoprirmi voleva dire riscoprire il mio corpo: come tornare bambino.
Raccontaci l’inizio del tuo percorso come designer e imprenditore.
Mi sono iscritto all’Istituto Europeo di Design, che si è rivelata la scuola ideale per migliorare la mia vita. Al terzo anno di studi (Industrial design, ndr), mentre lavoravo come designer alla Pininfarina, ho partecipato al concorso Idee d’impresa, e ho vinto.
Dopo il concorso, ho presentato un business plan al Mip di Torino: dal Mip ho ricevuto gli aiuti necessari per aprire l’azienda, nel 2006. Ho colto l’occasione delle Paralimpiadi di Torino per presentare il mio primo prototipo di carrozzina nella Galleria d’arte moderna Sandretto di Rebaudengo di Torino. Nel 2008 ho partecipato alla mia prima fiera, l’Expo Sanità di Bologna.
A livello imprenditoriale, Torino ti ha aiutato?
Dopo aver vinto Mettersi in proprio, il Comune mi ha messo a disposizione non sovvenzioni in denaro, ma tutor per colmare le mie lacune in fatto di business e marketing. All’epoca mi aiutava Renzo Mondino, un ex imprenditore in pensione che si occupava del processo industriale, che poi è diventato mio socio.
Qual è stato il tuo primo prototipo?
La carrozzina Be Free Multifunction, dotata di ruote di ricambio adatta a varie attività e tipologie di suolo. Mi sono detto, “Sono sempre seduto su quattro ruote. Non posso farlo su una?”. Per questo, Be Free Multifunction si può usare anche con una sola ruota, per una massima libertà di movimento.
Quanto costano le tue carrozzine?
Una carrozzina modello base, rigida e superleggera, costa 3.700 euro. Le carrozzine sul mercato con caratteristiche analoghe partono dai 2.000 euro, ma un modello normale in titanio o carbonio costa dai 5.000-6.000 euro.
Il mio modello Tre, su tre ruote, costa 2.200 euro: non è multifunzione, è più leggera e ha lo stesso design delle altre.
In più, ogni 5 anni, lo Stato dà ai disabili un incentivo di 1.650 euro per l’acquisto di una nuova carrozzina. Agli infortunati INAIL, che hanno avuto incidenti sul lavoro, lo Stato sovvenziona tutte le spese: questo aiuta, quando si deve affrontare una spesa così importante.
Il video promozionale di Intimate Rider
Sul tuo sito presenti anche Intimate Rider, un sistema per permettere ai disabili di fare sesso più comodamente, anche con partner normodotati.
Mi piace fare lavoro di ricerca sui prodotti innovativi in tutto il mondo. Intimate Rider non l’ho ideato io: l’ha inventato un tetraplegico americano. Gli ho scritto, chiedendogli il prodotto da provare: mi è piaciuto talmente tanto che ne sono diventato il primo esportatore in Italia e, ad oggi, ne ho l’esclusiva.
Amo Intimate Rider perché è un prodotto adatto a tutti, non solo ai disabili: partecipando alle fiere, mi sono accorto di quanto le ragazze normodotate lo apprezzino (ride, ndr).
Qual è il prodotto che ti rende più orgoglioso?
Il mio primo prototipo. Dopo che è andato in produzione, è stato selezionato come Prodotto più innovativo per la Fiera di Shanghai 2010. Poi, ho vinto la menzione d’onore per il Compasso d’oro, e quello è stato per me il traguardo più importante.
Quanto è importante la cura del design, in una carrozzina?
Volevo che il mio fosse un prodotto esteticamente piacevole oltre che funzionale. La prima paranoia di un disabile è “Come mi guarda? Gli piacerò?”. La bellezza, sicuramente, lo aiuta a trovare sicurezza in sé stesso. Trattandosi di un mezzo da vivere nella quotidianità, è importante dare al disabile la possibilità di personalizzarlo così da permettergli di identificarcisi, di farne un suo segno distintivo.
Collabori con qualche azienda, per il design?
Mi piace collaborare con aziende che non hanno che fare col mondo della disabilità. Ho scelto di far sviluppare alle aziende il prodotto per tutti. Con Pininfarina Extra ho sviluppato un monosci ultrafuturistico, con Fiat Autonomy ho partecipato al Motorshow di Bologna nel 2010-’11, con la Ferrino, la più antica azienda italiana di tende da campeggio e accessori da viaggio, ho ideato borse e marsupi da attaccare alla carrozzina e una tenda da campeggio supercompatta alta abbastanza da essere utilizzata anche in carrozzina.
Chi sono i tuoi fornitori?
Ho colto un momento sfavorevole a Torino: quello della crisi dell’auto, iniziata nel 2006-2007. Ne ho approfittato per proporre ai terzisti del mondo automobilistico (Fiat, Audi, Lamborghini) una nuova opportunità di lavoro. I miei prodotti sono totalmente made in Italy.
E’ cambiato qualcosa, con la crisi economica?
Gestivo e organizzavo il processo, senza dipendenti, solo con un ufficio e una segretaria. Per staccarmi dai costi fissi, ho rinunciato all’ufficio e ho delegato la produzione alla Globosan, l’azienda che ha prodotto la mia prima carrozzina. Supervisiono tutto, dal contatto col cliente ai fornitori, dal design e lo sviluppo alla produzione, dalla consegna del prodotto ai rapporti con la stampa.
Di cosa ti occupi, oggi?
Sono tornato a fare il designer, e nel 2012 ho inaugurato molte nuove collaborazioni. In più, faccio consulenze aziendali e lezioni nelle scuole di design (la prossima, il 1 marzo, al Politecnico di Torino, ndr).
Per avere più informazioni su Danilo Ragona e su Able to Enjoy, si può visitare il sito aziendale. Qui, invece, potete trovare la storia di Danilo raccontata da MAD in Italy.
Giulia Bucelli on Twitter gbucelli - giulia.bucelli@gmail.com
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